Rieccomi qui,dopo un periodo di assenza,ed un week-end in montagna..!
Che dire,le cose continuano ad andare avanti,con i soliti alti e bassi...
Questa settimana sono andato a sciare,era dall’anno scorso che non lo facevo,ed ho provato una strana sensazione non appena ho cominciato a scendere la montagna...siamo partiti in gruppo,ma la mia mente era già più in la...scorrere veloce sulla neve,curva dopo curva,mi procurava un senso di libertà...senza nemmeno accorgermene mi ero staccato dal gruppo,e cominciavo a scendere...con ogni metro che passava veloce sotto i miei piedi,i miei problemi sembravano non riuscire a tenere il passo...rimanevano indietro,ed io mi sentivo sempre più leggero...avevo quasi dimenticato del tempo che passava,quando mi arriva una telefonata: “Tony ma che fine hai fatto?sei sparito...Dai,vieni a mangiare,stiamo giù!”
Il pranzo...veloce,sommario,per rimettermi un po’ in forze...
Dopo aver mangiato viene a nevicare,io ed il mio amico decidiamo di lasciare gli altri giù e di farci una pista come Dio comanda...Arrivati in cima,ho dei tentennamenti...senza occhiali,mentre nevicava,con una nebbia tale che a 10 metri non riuscivo a vedere il mio compagno...
“Ma va...” mi sono detto infine “La pista la ricordo,poi,sciando,svuoterò un altro po’ la testa”...
E mi sono lanciato...non so cosa mi passava per la testa in quel momento,o cosa non mi passava...ricordo di aver pensato di essere un proiettile,mentre mi lanciavo ad uovo tagliando la pista in verticale...
I fiocchi di neve mi ferivano il volto,
il sibilo del vento si insinuava nella mia testa,
il mio corpo si adattava ad ogni asperità della neve fresca ormai posatasi in terra...
Ricordo di essermi sentito leggero,tanto leggero da poter VoLaRe...
Non mi preoccupava il modo in cui mi sarei fermato,ce l’avrei fatta...ero diventato un tutt’uno con il paesaggio,e la natura non mi avrebbe tradito...NoN qUeLlA vOlTa.
Ricordo di essere arrivato alla fine della pista e,fermandomi,sembrava quasi che non fossi mai salito...Li,fra quelle montagne,ho assaporato un angolo di cielo e, stranamente, non ho avuto problemi a lasciarlo li dov’era...
A caval donato non si guarda in bocca,
e quei momenti, seppur brevi,
mi sono sembrati un EtErNiTà.